CAPITOLO PRIMO

Il "Castello romano"

1 - IL PAESAGGIO DI UN TEMPO

Il volto che il paese oggi offre non può essere che il risultato, reso plastico dai fenomeni spontanei e dall'opera dell'uomo, di profonde trasformazioni operatesi lungo il passare dei secoli. Aspetto ben diverso da quello che si dovette presentare ai primi uomini che qui si insediarono. La cerchia dei monti, oggi poveri di alberi e "1avati" dalle acque, doveva essere spettacolo affascinante di vergine natura, dove fauna e flora si espandevano ad incontrastato dominio. I campi, oggi arati dopo immane fatica, erano allora un verde manto, pronto ad accogliere indomiti armenti, nella paziente ricerca del ciuffo d'erba più saporoso, del fiore più profumato.

Al luogo venne dato un nome, da etimologia ignota: Langa. Qui si costituì un " castello ", espressione di un agglomerato etnico che fu detto dei Langates, forse frazione di un ethnos più ampio: i Veiturii.

Questi Langates (o Langenses, alla latina) Veiturii non potevano esser diversi dai restanti popoli che, nella oscura lontananza di tempi, si erano stanziati nelle terre liguri, per cui viene spontaneo riconoscere ad essi le caratteristiche ben note. Adsuetum malo ligurem, il ligure è abituato alla asprezza della vita (Virgilio, Georg. II 167). Di statura non grande, di complessione asciutta e nervosa, condizionato dallo sfruttamento di una terra difficile e avara, il ligure, dalla lunga capigliatura, costituiva una stirpe rude e tenace. Dedito alla pastorizia ed all'agricoltura, conduceva vita all'aperto; le donne condividevano con gli uomini la fatica e il coraggio; tuguri, fatti di pietre sovrapposte, offrivano riparo nella notte e durante le intemperie. 

L'alimento lo si ricavava dai greggi di pecore, di color fosco, e di minuscole pregiate mucche alpine; nei campi si coltivavano segala e miglio, panico e fave; era nota la vite. Forse anche a loro poteva riferirsi ciò che Strabone asserisce dei liguri della Gallia Cisalpina: che avessero "botti più grandi delle stesse loro case" (Strabone, Geograph. V, 1, 12)? 

Il sentimento era caratterizzato da un grande amore alla loro terra e all'indipendenza, dalla. venerazione per gli antenati e dalla cura della ospitalità. La ristrettezza e l'asperità del luogo avevano forgiato quest'anima: chiusa in se stessa e poco incline alla cultura e alle attività alienanti; gelosa custode delle proprie capacità, che costituiranno un valido apporto alla creazione, col maturare dei tempi, dell'antica anima italica.

copertina il solco di una strada