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CAPITOLO SECONDO La
Pieve medioevale |
Il
declinare della vita romana e l'affermarsi della nuova funzione nella città
vicina continuarono a determinare la sorte dell'immediato entroterra,
nell'incalzare però di avvenimenti che scossero profondamente popoli e
istituzioni.
Siamo obbligati a considerare il lento snodarsi di una vita agreste, giorno per giorno, per i lunghi secoli silenziosi, che altrove videro ben altri eventi. Anche dell'avvento della nuova religione, il cristianesimo, non abbiamo esplicite risonanze, all'infuori della discussa epigrafe di Secondo, venuta alla luce a Castrofino di S. Cipriano (quindi nell'ambito dell'antico "agro pubblico" della zona) che documenterebbe la presenza di cristiani nel sec. VI-VII.
La
placida vita delle popolazioni autoctone sarà in seguito scossa dall'urto dei
popoli nuovi, che incalzano da varie direzioni.
Non sappiamo se il paese sia stato interessato all' invasione dei Goti (sec. VI-VII), contro i quali fu organizzata a castrum Tortona, sulla traiettoria della via Postumia, che probabilmente manteneva la sua efficienza.
Potremmo
invece dire documentato che le nostre popolazioni abbiano almeno assistito alla
ardimentosa e geniale operazione con la quale Belisario, su richiesta di una
delegazione di "notabili" liguri capeggiati da Dazio, decise di
stroncare per sempre la tracotanza di questi "barbari". Al dire dello
storico Procopio, i poco più di mille uomini, Isauri e Traci, approdati a
Genova, lasciate ivi le navi, caricarono le lance necessarie per il guado dei
fiumi sui carri e, a tappe forzate, sorpresero i nemici a Pavia e occuparono
senza colpo ferire Milano.
La successiva ondata dei Longobardi (sec. VII-VIII) penetrò in maniera "lenta e graduale" ed il limes o confine di battaglia fu probabilmente mobile e flessuoso, riuscendo così a favorire una spontanea osmosi sul piano etnico, attraverso insediamenti e incroci. Fulminea, invece, e sviluppatasi al centro dell'arco appenninico pare sia stata l'azione di Rotari che, nel 641, conquistò e saccheggiò Genova.
L'azione di Rotari, a lungo andare, portò un suo benefico influsso. Essa aveva spazzato via un tessuto, reso ormai logoro, di tradizioni romane, che gli ordinamenti bizantini avevano cercato con fatica di rinfrescare. L'intervento militare e l'incontro dei popoli permetteranno adesso l'installazione di strutture arimaniche, sulle quali potranno trovar base e sviluppo nuovi ordinamenti giuridico-socialí.
Scomparsi e in parte amalgamati i popoli di origine longobarda, furono di turno i Carolingi i quali, non trovando ostacoli, si insediarono lungo la Marittima, creandovi la Marca Carolingia di Toscana comprensiva della Liguria. L'istituzione poi del Regnum Italicum nel 780 sostituì all'ordinamento dei duchi e dei gastaldi il sistema comitale, preludio di quell'autonomia che darà luogo al sorgere di nuove libere comunitarie istituzioni.
Quasi
certamente la nostra zona restò immune dalle scorribande saracene, che
infestarono a lungo il litorale ligustico e che, stando a cronache e leggende,
nel sec. X riuscirono con rischiosa azione aggirante dal nord, ad arrivare fino
a tergo dei nostri monti, in valle Scrivia.
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