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CAPITOLO
QUARTO nuovi
tempi |
Il
passaggio trionfale del Papa per la strada della Bocchetta fu una specie di
" chiusura in bellezza " della epopea del " gran cammino ".
Ormai era iniziata la nuova arteria dei Giovi e i paesi della Val Verde, come
quelli della Val Lemme, ripiombavano nell'isolamento, tagliati fuori dalle
grandi vie di comunicazione. Con la tenacia tipica dei liguri, gli abitanti
furono obbligati a ricercare in se stessi nuove prospettive di vita e di lavoro.
Lo faranno intensificando l'agricoltura e cercando possibili risorse nell'arida
terra dei loro monti.
Da
tempo, alla Bocchetta e in Pian di Reste, esistevano i "nevai", o
"ghiacciaie": buche profonde e larghe, scavate appositamente, nelle
quali, servendosi delle "calate" o spalature della strada, veniva
d'inverno convogliata gran copia di neve che, congelandosi, costituiva una
riserva di ghiaccio per l'estate. Questa "industria del ghiaccio" durò
fino agli inizi del Novecento e la vicinanza della città offriva facile e
redditizio smercio. Nel sec. XVI si era pure cominciato, pare per conto di
imprenditori francesi, la estrazione, del marmo a Pietra Lavezzara: il pregiato
"verde di Polcevera", utilizzato nei monumenti e nei palazzi, sia in
Italia come all'estero.
A
valle cominciarono le prime fabbriche di paste alimentari. Bontà di materie
prime, d'acqua, capacità di maestranze meritarono ai "macheroni" e
alle "trenette" di Campomorone una fama, che oltrepassò i confini
dell'Italia ed ebbe un meritato durevole prestigio.
Naturalmente
in queste trasformazioni la parte più favorita doveva essere quella di più
facile accesso. Campomorone che, da frazione di Langasco, era diventato di
secolo in secolo una unità sempre più marcata, ambì ad avere una sua autonoma
fisionomia. Fin dagli inizi del '500 esso disponeva, per la comodità della
popolazione, di una cappella, dedicata a S. Bernardo. Nel 1832 il territorio
venne costituito in parrocchia indipendente. Nel 1871 verrà poi
autorizzato, con decreto reale del 15 marzo, anche il trasferimento della sede
comunale, che primieramente
era stata costituita a Làrvego
La
popolazione di Langasco andò, conseguentemente, diminuendo. Verso la metà del
secolo la parrocchia contava 1100 abitanti, verso la fine (1890) solo 900.
Nel 1894 fu staccato ufficialmente anche il territorio di Pietra Lavezzara. Dal 1838 la chiesa era immediatamente soggetta all'Arcivescovo; ora veniva costituita in rettoria autonoma. Parrocchia lo diventerà nel 1898.
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