4 - OGGI

Al termine della nostra carrellata storica, ricontemplando questi prati ridenti, queste case festose nella varietà delle tinte, ci chiediamo come mai i densi risvolti del passato di questa terra si siano oggi placati, nella tranquilla monotonia di una vita, che solo è rotta dai rumori, sempre più frequenti dei motori sulla strada, o dalla voce incontrollata di qualche trasmettitore aperto. 

E' vero che, anche in epoca a noi più vicina, il paese ha rivissuto ore di ansia e di tragedia, nella tormentata vicenda della guerriglia. Su queste non ci soffermiamo, perché a noi ancora vicine e perchè ricostruite con diligenza da altri. E' il perenne divenire del tempo. 

Si guarda indietro, e non ci si arresta... 

Al margine della città, che un tempo premeva per le sue pretese egemoniche e oggi si espande con i suoi mostruosi tentacoli di fumo e di cemento, questi paesini di campagna mantengono, nella economia sociale ed ecologica, il loro compito. Sempre protesi a difendere qualcosa del loro patrimonio, non fosse altro che un po' di verde, che un po' di silenzio, ma sempre anche disposti a renderne partecipi gli altri. 

I "villeggianti" che, d'estate, vi cercano un rifugio; i più fortunati tra essi che qui hanno potuto costruire la loro civettuola casetta di campagna; i "turisti", sempre più numerosi, che trascorrono il loro fine settimana, o che chiedono un genuino ristoro, nelle belle ricorrenze di famiglia, ad una delle osterie-locande, fattesi sempre più accoglienti, godono di questo spontaneo dono. 

Tale è la funzione odierna di questi angoli agresti, a pochi chilometri dai grandi agglomerati umani; questo è il gesto di bontà che essi compiono e del quale tutti devono essere loro grati.

Un gesto benefico

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